Quanto può essere prevedibile l’aderenza del paziente al trattamento farmacologico?

February 2017


I pazienti che prendono farmaci per malattie croniche manifestano una diversa attitudine nel corso del tempo. Abbiamo ampiamente dimostrato che le motivazioni che spingono il paziente ad aderire al trattamento si conciliano con le necessità, le credenze e preoccupazioni riguardanti il trattamento stesso e questo sembra fungere da motivo trainante nell’aderenza al trattamento. Il fatto che questi motivi trainanti esistono significa che i cambiamenti comportamentali in seguito ad un intervento possono migliorare l’aderenza in generale. Ovvio! …ma è prevedibile?

 

 

Il quadro concettuale delle Necessità delle Convinzioni e Preoccupazioni (NCF™) ha una dimensione bi-spaziale nel mappare la posizione dei pazienti entro i 4 quadranti ogni uno dei quali rappresenta uno dei 4 stati d’animo: scettico (basso nella necessita di credenze, alto nelle preoccupazioni), ambivalente (alto, alto), indifferente (alto, basso), accettante (alto, basso) in base alle risposte fornite al questionario sulle credenze nelle medicine (BMQ). Questo non è certo una situazione statica nel tempo e si trova alla base della metodologia dello studio del cambiamento comportamentale svolto dalla SoS alla fine di creare pazienti informati in modo che le loro scelte guidino i “movimenti” attraverso il 4 stati della mappa NCF™. Perché? Perché l’aderenza al trattamento da parte dei pazienti è fortemente connessa al loro stato d’animo…e ovviamente c’è uno stato ideale che quello dell’accettazione dove la necessità delle credenze è alta mentre basso è il valore delle preoccupazioni nei confronti del loro trattamento ciò a sua volta conduce il paziente ad un livello superiore d’aderenza la quale aiuta a migliorare il loro stato di salute. Questo non significa che i pazienti che si trovano negli altri 3 stati del quadro concettuale non aderiscano per nulla al trattamento, ma semplicemente è più semplice raggiungere aderenza quando il paziente si trova collocato nello stato dell’accettazione a prescindere dal tipo di malattia di cui il paziente è affetto (per fare un esempio, 6 volte in più per i malati di diabete mellito di tipo 2) perciò esso merita tutti gli sforzi necessari e i costi da parte di tutti gli interessati nel mondo della sanità.

 

Ricordate: la posizione del paziente nella mappa 4 state NCF™ non è eterna, perciò la buona notizia è che noi siamo in grado di creare programmi di intervento che aiutano il paziente a cambiare il proprio comportamento e diventare più aderente al trattamento, tuttavia la brutta notizia è che ci sono forze esterne che combattono questi sforzi e hanno un impatto negativo sulla motivazione del paziente a “muoversi” verso lo stadio di accettazione. Le scelte coscienti e incoscienti dei pazienti portano ad un “movimento” attraverso questi 4 stati della mappa NCF™. Comprendere le motivazioni intrinseche e estrinseche attraverso il Perceptions and Practicalities Approach (Approccio Percezioni e Aspetti Pratici) (PAPA™) è fondamentale per creare le condizioni giuste per il cambiamento. Inoltre la creazione di programmi personalizzati al fine di modificare il comportamento è una parte integrale di un qualsiasi programma di assistenza del paziente.

 

Per coloro che credono che “la distanza più breve tra due punti sia una linea dritta”… sì! Questo non è sempre evidente, almeno nella mappa 4-state NCF™, per coloro che rientrano nella categoria degli scettici i quali affrontano un dilemma: è possibile che loro possano contemporaneamente invertire il basso livello della necessità della credenza e quello alto delle preoccupazioni? Possibile ma difficile. La transizione tende ad accadere in maniera sequenziale perciò è più probabile che il paziente passi da uno stato scettico ad uno intermediario [Ambivalente, Indifferente] attraverso un programma di cambiamento comportamentale piuttosto che andare direttamente verso lo stato di accettazione.

 

Vorremo lasciarvi con alcuni interrogativi per stimolare ulteriori analisi di pensiero: qual è la direzione migliore verso l’aderenza al trattamento? È più difficile aumentare la bassa necessità di credenza prima, oppure diminuire il livello alto di preoccupazioni? In aggiunta, puntereste a muovere i pazienti dallo stato d’indifferenza verso lo stato di accettazione attraverso un aumento delle loro convinzioni verso il trattamento oppure mirereste a trasformare i pazienti ambivalenti in pazienti accettanti attraverso la diminuzione delle loro preoccupazioni? Se vi siete posti queste domande durante il processo di creazione di un programma di supporto effettivo dei pazienti, allora desideriamo metterci in contatto con voi.